AMBIENTE

LA GRANDE VERGOGNA DEI CASTELLI ROMANI

 

 

Le immagini che seguono illustrano il disatro ambientale di Rocca di Papa. Incredibilmente ignorato dai comuni limitrofi – che tra l’altro risultano di gran lunga più esposti all’elettrosmog degli stessi cittadini di Rocca di Papa – questo criminale disastro, di cui ben presto si occuperà la magistratura con strumenti legislativi ben diversi da quelli disponibili in passato,  si concentra in uno spazio ridottissimo. Le zone interessate sono tre e distano tra loro poche centinaia di metri. Due di esse, Monte Cavo vetta (N° 1) e il promontorio di Prato Fabio (N° 2), hanno un rilevante valore storico, dal momento che in questi luoghi è nata e fiorita nel corso dei secoli la Civiltà Latina. Sulla vetta, fin dai periodi pre – protostorici, si veneravano le prime, antichissime divinità, mentre nei secoli successivi  la vetta del mons Albanus divenne il centro sacrale dei Latini attraverso il culto di Giove Laziare (o Laziale). Se la vetta del Monte Albano rappresentò da sempre “la casa degli dei”, parallelamente, nelle immediate vicinanze, il promontorio di Prato Fabio, divenne la “casa dei re”. Infatti l’antica Alba, divenne dapprima la sede leggendaria degli antenati e dei mitici fondatori della stirpe albana, poi la reggia altrettanto leggendaria dei numerosi re di Alba Longa che nel III sec. a.C. composero la famosissima vulgata, nota in tutto il mondo, dei gemelli fondatori di Roma. 

 

Rocca di Papa. Luoghi in cui si concentrano gli impianti di diffusione radiotelevisiva

1) Monte Cavo vetta.
2) Prato Fabio – Madonna del Tufo
3) Via Prato Fabio

 

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1) MONTE CAVO

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2) PRATO FABIO – MADONNA DEL TUFO

 

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3) VIA PRATO FABIO 

3) Le numerosissime antenne si sviluppano nel bosco in un’area parallela e distante appena 20 – 30 metri da Via Prato Fabio e  dalle case sottostanti

 

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