AMBIENTE

NASCE IL “CAMMINO DEL VULCANO LAZIALE”

 

 

Nato da una brillante idea di Carlo Lungarini, fondatore e coordinatore dello specialistico “Gruppo Sentieristica Vulcano Laziale” di Lariano (RM) e dalla sua decennale esperienza ampiamente maturata sulla sentieristica dei Colli Albani, nello scorso mese di Luglio 2018, ha preso il via il nuovo evento escursionistico realizzato per la prima volta in Italia: la prima edizione de “Il Cammino del Vulcano Laziale”.

 

(L’Osservatorio riceve e pubblica volentieri il seguente report di Carlo Lungarini)

 

90 Km in tre avvincenti tappe 

 

Un evento veramente speciale e soprattutto unico nel suo genere, finalizzato alla maggiore conoscenza e valorizzazione dell’interessantissimo, magnifico e misterioso territorio del Vulcano Laziale e certamente riservato a tenaci e resistenti camminatori cioè, l’attraversamento, nelle ore diurne, delle tre fasi vulcaniche per un totale di 90 km.

Tre complessive tappe così suddivise: 1^ Tappa: Dal Monte Artemisio a Monte Tuscolo (30 km); 2^ Tappa: Da Monte Tuscolo a Nemi (30 km); ed infine la 3^ Tappa: Da Nemi al Monte Artemisio (30 km). Ma vediamo subito qual’ e’ stata la storia geologico – evolutiva del nostro territorio, oggetto di questo importantissimo evento.

 

Geologia del Vulcano laziale

 

Tre milioni di anni fa gran parte dell’attuale Lazio giaceva sotto le acque del mare ed affioravano in superficie esclusivamente i massicci dei Monti Lucretili, Tiburtini, Prenestini e Lepini, mentre le cime degli attuali Monti Cornicolani, del Monte Soratte, dei Monti della Tolfa ed il Circeo erano isole.

Successivamente (due milioni di anni fa) il fondo del mare si sollevò a seguito dell’intensa attività tettonica, formando una grande pianura corrispondente all’incirca alle attuali province di Viterbo, Roma, Latina e Frosinone e parte delle acque del mare rimasero intrappolate in giganteschi laghi salati non molto profondi ai piedi dei Monti Lepini, Tiburtini, ecc. e lungo quasi tutta la fascia pre-appenninica.

Nell’ultimo milione di anni, il vulcanesimo ha modellato definitivamente il volto del Lazio come lo conosciamo oggi. Una serie di apparati vulcanici hanno squarciato gli strati sedimentari da nord a sud a causa dei complessi eruttivi del Volsino, del Cimino-Vicano, del Sabatino e ultimo, in ordine temporale, il Vulcano Laziale.

Il Vulcano Laziale iniziò la propria attività 600.000 anni fa, sorgendo a sud della pianura romana con un cono vulcanico di 60 km di base. 
Questa attività si può descrivere in 3 fasi principali, ognuna delle quali della durata di migliaia di anni, intercalata da lunghi periodi di stasi.

Nella prima fase, quella più imponente, viene eruttata una grande quantità di materiali pari a 200 Km cubi circa. In questo periodo vengono riconosciuti 4 differenti cicli di attività:
1) nel primo ciclo vengono deposte tre colate piroclastiche a cui segue un’intensa attività effusiva di lave. L’area interessata è quella posta a sud-ovest;
2) nel secondo ciclo viene deposta la più imponente colata piroclastica di “pozzolane rosse”, che in alcuni punti arriva anche a 90 metri di spessore e che raggiunge i monti Tiburtini. Anche dopo questa colata si hanno attività effusive e l’area interessata è quella posta nella zona orientale;
3) nel terzo ciclo si hanno colate piroclastiche ma senza attività effusiva;
4) nel quarto ciclo si hanno ancora colate piroclastiche nelle quali vengono emessi materiali che daranno origine al “tufo litoide” o di “Villa Senni”.
L’attività di questa prima fase termina con il collassamento della parte alta del cratere del vulcano. Questo crollo determina la formazione di una grande pianura (caldera), gran parte della quale è ancora ben visibile e che, prendendo il nome dai monti che interessa, viene denominata caldera Tuscolano-Artemisia.

Nella seconda fase, che avviene dopo un periodo di quiete, sorge un altro vulcano più piccolo al centro della caldera del precedente vulcano. I nuovi monti che si formano sono chiamati Recinto interno per differenziarlo da quello esterno precedente. Questo periodo di attività risulta inferiore per quantità di prodotti eruttati, i materiali fuoriusciti sono stati di soli 2 km cubi circa.

 

Nella terza ed ultima fase, concentrata nella parte nord-ovest del vulcano, si è verificato l’incontro a grandi profondità di acqua e magma incandescente.

A causa dell’enorme pressione creatasi si sono verificate violente esplosioni che hanno dato origine ai bacini degli attuali laghi vulcanici di Nemi ed Albano. Questa fase è stata chiamata idromagmatica. Anticamente i bacini lacustri erano molto numerosi, ma nel corso dei secoli sono stati quasi tutti prosciugati dall’uomo. (Dati Parco Regionale dei Castelli Romani)

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 Il “Cammino del Vulcano laziale”: cronistoria delle tre avvincenti tappe.

 

Sabato 7 Luglio 2018 -1^ Tappa: Da Monte Artemisio a Monte Tuscolo (Tot. Km 30).

 

 

Il nutrito gruppo di partecipanti all’evento, partito puntualmente dalla “Fonte Marcaccio”, tramite il sentiero C.A.I. (Club Alpino Italiano) si è portato presso Monte Spina (731 m.s.l.m.), per poi proseguire lungo il crinale, sulle restanti quattro cime della catena montuosa dell’Artemisio rispettivamente, Monte Artemisio (812 m.s.l.m.), Monte dei Ferrari (902 m.s.l.m), Monte Peschio (932 m.s.l.m.), Monte Algido (891 m.s.l.m.) con i resti del suo castello medievale. Attraversando Passo Broscione, i tenaci 11 camminatori , si sono addentrati in Area Tuscolana. Qui hanno raggiunto la cima di Monte Ceraso, detta anche “Cima Celeste” (767 m.s.l.m.) e poco dopo, si sono corroborati, con una salutare rinfrescata contro la calura estiva, presso la sottostante antichissima “Fonte Ceraso”.

L’ escursione è continuata con l’attraversamento della città di Rocca Priora fino all’ inizio del sentiero C.A.I. 503. Da qui tramite il raccordo 503 b non paghi dei 25 km già percorsi, gli escursionisti raggiungono la vetta di Monte Salomone (773 m.s.l.m.); da qui con una magnifica vista panoramica a 360 gradi, il capo gruppo Carlo Lungarini, ha brevemente riassunto la storia geologico-evolutiva del nostro quiescente Vulcano Laziale e fatto riconoscere la morfologia delle principali cime montuose circostanti.

Diretti successivamente alla cima di Monte Tuscolo (674 m.s.l.m.), con la sua area archeologica romana e medievale, gli ormai stanchi camminatori concludono la lunga passeggiata, dopo un totale di 30 km., ricevuti da un allegro e goliardico team di sostenitori e simpatizzanti del “Gruppo Sentieristica Vulcano Laziale” che li ha simpaticamente accolti e riaccompagnati con le loro auto al punto di partenza mattutino dopo ben 10 ore di cammino.

 

 

Sabato 14 Luglio 2018 – 2^ Tappa: Da Monte Tuscolo a Nemi Citta’ (Tot. Km 25):

 

 

Partiti da Monte Tuscolo (674 m.s.l.m.) Area Archeologica, attraversando un antichissimo sentiero, attraversando la valle Latina, si è portato in area Rocca di Papa, per dirigersi, fiancheggiando le pendici di Colle Iano sulla cima di Monte Faete (956 m.s.l.m.), il punto più alto dei Colli Albani, da dove con una mirabile visione mozzafiato sulla caldera centrale della seconda fase geologico-evolutiva, dell’ Antico Vulcano Laziale, hanno potuto ammirare l’  indimenticabile magnificenza della natura. Inoltrandosi successivamente sul bellissimo e rustico sentiero C.A.I. 509, presso un’antichissima cava di basalto che mostrava in lontananza la meta di questa seconda tappa del cammino, precisamente il Lago di Nemi,  hanno allegramente e goliardicamente consumato il meritato e rifocillante pranzo a sacco.

Ripartiti percorrendo l’intero basolato romano dell interessantissima storica Via Sacra o Via Imperiale, hanno raggiunto al ventesimo chilometro di percorrenza l’antichissima “Fontana Tempesta”, presso la quale un rinfrescamento ed una gran bevuta contro l’afa estiva ha rifocillato l’intero gruppo di escursionisti.  Ma la 2^ tappa di  questo fantastico ed indimenticabile “Cammino del Vulcano Laziale” volgeva ormai al termine, infatti, percorrendo la parte finale del sentiero C.A.I. 511, il team di tenaci camminatori, attraversando la nota antica porta d’ ingresso alla Città di Nemi, gli ormai stanchi camminatori concludono la lunga passeggiata, dopo un totale di 26 km., ricevuti da un allegro e festeggiante team di sostenitori e simpatizzanti del “Gruppo Sentieristica Vulcano Laziale” che li ha simpaticamente accolti presentando loro un mega vassoio con le deliziosissime tortine nemorensi alle fragole ed ai frutti di bosco, per poi  riaccompagnarli con le loro auto al punto di partenza mattutino dopo ben otto ore di cammino. Che dire proprio una straordinaria invidiabile esperienza escursionistica.

 

 

Sabato 21 Luglio 2018 – 3^ Tappa: Da Nemi Citta’ a Monte Artemisio (tot. Km 25):

 

 

Il gruppo di entusiasti partecipanti all’evento, partito dalla Città di Nemi, attraversando il tratto iniziale dei bellissimi Protoni del Vivaro a Rocca di Papa, si sono portati sul sentiero C.A.I. (Club Alpino Italiano) 519 e successivamente tramite il raccordo 519 A, hanno raggiunto le pendici del Monte Algido per visitare il turistico “Piccolo Canyon”, purtroppo danneggiato da una frana lo scorso inverno. La prima sosta per consumare il pranzo a sacco individuale e per una salutare e corroborante rinfrescata, contro l’afa estiva, e’ stata realizzata presso l’antichissima “Fonte Donzella”.

Successivamente è stata visitata, discendendo verso il bosco di Lariano, la “Necropoli di Colle del Vescovo”, presso la quale il gruppo d’ escursionisti ha visitato l’interno di alcune tombe d’ epoca romana del IV-V secolo, interamente scavate a mano nel tufo, nelle cui pareti e soffitti, sono ancora visibili le tracce degli utensili di scavo. Questa terza interessantissima tappa del “Cammino” è continuata con il “Giro Alto delle Fonti”, sono state infatti visitate: la “Fonte Donzelletta”, la “Fonte Pescara”, la “Fonte Pescarella” ed infine l’antica “Fonte del Turano”. La dura risalita sul sentiero C.A.I. 523, ha portato il gruppo al Rifugio Ex-Forestale presso il quale alcuni amici simpatizzanti e sostenitori del “Gruppo Sentieristica Vulcano Laziale”, hanno accolto i tenaci camminatori con un bel rinfresco a base di dolcetti e fresco prosecco; al termine di questo inatteso, goliardico e piacevole intermezzo, la 3^ Tappa del “Cammino” si è conclusa al punto di partenza iniziale presso la vicina “Fonte Marcaccio”, dopo ben otto ore di paziente scarpinata.

 

 

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Bellissima esperienza di cammino che si ripeterà, con la seconda edizione il prossimo Giugno 2019: ovvio che, già da adesso, si invitano tutti i buoni camminatori a prendere buona nota ed a partecipare numerosi.

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Ma le attività di passeggiate didattiche, di minor chilometraggio, organizzate dallo specialistico “Gruppo Sentieristica Vulcano Laziale” di Lariano (RM) continueranno durante tutto l’anno, con cadenza quindicinale, ed è già in preparazione, infatti, il nuovo programma passeggiate didattiche, sia per il secondo semestre 2018 che per il nuovo anno 2019.

Pertanto, tutti coloro, che sono veramente interessati alle nostre bellissime e naturalistiche attività, e condividono con noi l’interesse e la voglia di scoprire il nostro meraviglioso territorio, possono contattare e richiedere l’iscrizione gratuita alla pagina del social network Facebook, “Gruppo Sentieristica Vulcano Laziale” o scrivere all’indirizzo  email: sulmonteartemisio@libero.it. o chiamare sulla linea operativa escursioni 340 – 5521565.

 

 

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