AMBIENTE

MONTE CAVO VETTA: CENTINAIA DI CRIMINALI ARRESTATI. VIVEVANO IN UN INTERO QUARTIERE ABUSIVO SOTTO LE ANTENNE!!

Un altro reportage straordinario di uno dei più grandi corrispondenti moderni!

I FATTI:
“Rastrellamento stamane all’alba a Monte Cavo, sgominata un’intera banda. Finiti al carcere di Velletri decine di criminali. Nelle case abusive, alcune delle quali costruite anche sotto il convento degli ex Padri Passionisti, è stata trovata addirittura un’intera zecca clandestina che stampava monete da tantissimo tempo. “Una vera e propria comunità di delinquenti pericolosi che operava da anni in tutto il Lazio e che aveva stabilito il suo quartier generale a Monte Cavo” ha riferito il generale dei carabinieri durante la conferenza stampa. Le indagini sono durate anni e l’operazione di polizia in codice si chiamava “Operazione di polizia”.
Al momento dell’arresto il capo indossava la maglia della Lazio recante il numero 9 di Chinaglia e la scritta: “Giove Laziale non molla mai. Romanisti di merda”.
Ora tutti si chiedono: com’è possibile che in tutti questi anni nessuno si sia accorto della presenza di un intero quartiere abusivo sotto i tralicci?”

di Mezio Fufezio

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L’indagine è partita da alcuni accertamenti richiesti dal Tar del Lazio che a momenti deve pronunciarsi sulla legittimità delle centinaia di antenne presenti sulla vetta. Bisognava stabilire se i numerosi vincoli gravanti sull’area erano compatibili con i numerosi tralicci presenti sulla vetta. Un tema complicatissimo a livello giuridico, molto difficile da affrontare e da risolvere. Per questo era stato richiesto il parere degli esperti.
In pratica, il quesito era il seguente: se il Consiglio di Stato ha giudicato abusivi e totalmente confliggenti con la vincolistica i ripetitori, dando ragione al Comune di Rocca di Papa che aveva emanato l’ordine di demolizione delle centinaia di antenne costruite abusivamente sul suo territorio, qual è la posizione giuridica dei tralicci che sorreggevano i suddetti ripetitori?
Come la mettiamo con i bulloni? E le saldature delle controventature confliggono con il panorama? Si può parlare di impatto ambientale se in realtà i tralicci lasciano intravedere qualcosa tra le travi? Le travi di ferro a L possono essere pericolose se leccate dai bambini? La vernice usata per dipingere le travi in ferro è in accordo con le norme CEE? E i tiranti di ancoraggio possono essere condannati per favoreggiamento nel caso i tralicci vengano incriminati? A che servono i vincoli se poi la gente non può fare quello che gli pare?

Un intero quartiere abusivo sotto i tralicci di Monte Cavo!
Mentre gli esperti indagavano sui blocchi di fondazione dei tralicci, ecco la sorpresa: un intero quartiere sotterraneo costruito abusivamente è venuto alla luce. Interi edifici, alcuni dei quali con ambienti lussuosissimi recanti raffinati pavimenti a mosaico – frutto dell’attività criminale della banda sicuramente ascrivibile alla mafia romana – sono apparsi all’improvviso agli occhi degli esperti che hanno subito avvertito le forze dell’ordine. Dopo alcuni appostamenti, gli arresti all’alba.

Il capo arrestato amava farsi ritrarre seduto su un trono d’oro!
Il capo indiscusso, un criminale incallito, era noto per una lunghissima serie di reati. Risulta condannato più volte per stupro dopo le denunce di donne che durante i processi hanno voluto mantenere l’anonimato e sono conosciute con nomi fittizi (Leda, Antiope, Callisto, Giunone). Durante le sue perversioni, amava travestirsi da animale durante gli stupri: una volta è stato colto in flagrante vestito da cigno o da aquila. Arrestato più volte per pederastia (condannato per aver sodomizzato un certo Ganimede), ha molestato impunemente un numero incredibile di donne spacciandosi per un dio del sesso.
Nella sua abitazione sono state rinvenute numerose foto pornografiche.
Trovato in possesso di numerosi passaporti falsi, si faceva chiamare con lo pseudonimo di Zeus, oppure Iuppiter, o Giove. Gli sono stati trovati addossi una infinità di documenti intestati a centinaia di nomi di comodo, come Ottimo, Massimo, Fulgurator, Diovis, Statore, ecc. ecc.
Amava il lusso sfrenato. Riceveva i boss seduto su un trono d’oro che avrebbe fatto morire d’invidia i Casamonica. Quando ha visto i carabinieri era ancora seduto sul trono e non ha fatto una piega.
Al momento dell’arresto indossava la maglia della Lazio recante il numero 9 di Chinaglia e la scritta: “Giove Laziale non molla mai. Romanisti di merda”.
Mentre lo portavano via ammanettato, ha urlato minaccioso: “Se parlo io, crolla l’Olimpo!”

Foto del capo su Facebook:

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Immagini pornografiche e pedo-pornografiche rinvenute nel covo:

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La zecca clandestina
Gestita direttamente dalla donna del capo, detta “La Regina” (ma il suo vero nome è Moneta Juno), la zecca clandestina ha stampato monete false da tempo immemorabile. All’arrivo delle forze dell’ordine, la donna era inizialmente riuscita a fuggire perché avvertita dallo starnazzare di alcune oche ben addestrate a fare la guardia.

Foto segnaletica:

 

Parte delle monete rinvenute nella zecca:

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Arrestati numerosi capi mafiosi
Si riunivano periodicamente sul Monte Albano. Provenivano da tutte le province del Lazio e si spartivano il territorio in rappresentanza di tutte le cosche mafiose. Tra le attività criminali predominava naturalmente il traffico di droga (che in codice veniva chiamata “Mola Salsa”). Trovati abbondanti resti combusti di carne bovina, soprattutto di tori, ed enormi zone bruciacchiate nelle quali venivano fatti enormi falò alla fine delle riunioni.

I riti satanici
Gli inquirenti stanno indagando su alcune oscure attività cultuali – probabilmente riti satanici – svolte da numerosi adepti di una setta arrestati nel corso del blitz. A quanto pare, i sedicenti sacerdoti che si facevano chiamare “I Cabensi”, operavano riti magici, come voodoo o macumba, forse per terrorizzare quelli che non pagavano il pizzo o le rate dell’usura. In casi estremi, venivano fatte incendiare le loro case da giovani delinquenti incensurate, finte vergini, specializzate nel maneggiare il fuoco. Anche molti giovani fanciulli partecipavano alle cerimonie criminali: ora sono tutti rinchiusi nel carcere minorile.

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Adesso la gente è disorientata e si chiede preoccupata: com’è possibile che in tutti questi anni nessuno si sia accorto della presenza di un intero quartiere abusivo sotto i tralicci di Monte Cavo? Le domande si moltiplicano e lo sgomento serpeggia ovunque. Com’è possibile che nessuno abbia vigilato sull’integrità statica dei tralicci? Le loro fondazioni sono state danneggiate? Ora chi paga? Se erano pericolanti, fino a che punto le trasmissioni televisive erano fedeli? La faccia di Maria de Filippi trasmessa da Monte Cavo fino a ieri era quella vera?
L’ interrogativo più angosciante e maggiormente diffuso tra la gente però è questo: possibile che Sovrintendenze, Procure della Repubblica, Comuni, polizie di tutti i tipi, Regione, Ministeri ecc. ecc. non si siano accorti della presenza di un intero quartiere sotterraneo che minacciava i tralicci? Se fosse venuto a mancare di colpo l’elettromagnetismo, quali conseguenze ci sarebbero state per la salute della gente?

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