AMBIENTE

MONTE CAVO E PRATO FABIO – SULLA DELOCALIZZAZIONE DELLE ANTENNE

ORDINANZE DI SGOMBERO E DEMOLIZIONE DEL COMUNE DI ROCCA DI PAPA

(SINDACO U. PONZO)

Dal momento dell’acquisto della vetta di Monte Cavo, la I.D.A (Italiana Distribuzione Audiotelevie S.r.l.) inizia sui suoi terreni un’attività impiantistica frenetica e nel giro di un decennio l’intera area risulta devastata (Tavv. 14 – 21).

 Per questa ragione, con nota prot. n° 16407 del 12/08/2003 il Comune di Rocca di Papa emette “l’Ordinanza – di sgombero e demolizione, n° 15, in località Monte Cavo vetta, su terreno di proprietà comunale, su terreno della società I.D.A., su terreno demaniale strada pubblica”.

Si legge di seguito: “Le opere abusive censite sono le seguenti”:

– N° 23 tralicci metallici per trasmissioni radiofoniche e radiotelevisive.

– N° 44 box in ferro e muratura per l’installazione di macchinari necessari alle trasmissioni.

Dette opere sono tutte saldamente ancorate al suolo.

– N° 59 emittenti radiotelevisive.

Le motivazioni dell’ordinanza di demolizione furono le seguenti:

“Tali opere furono costruite nel corso degli anni in totale assenza della necessaria licenza edilizia… I terreni di Monte Cavo dove insistono le opere abusive… rientrano nel P.R.G. in Zona V2 “area verde con inedificabilità assoluta” e sono oggetto dei preesistenti vincoli ambientali e paesaggistici”:

– vincolo storico monumentale R.D. 614 1909 (1913 ndr);

– vincolo paesistico – ambientale ex lege 1497/1939;

– vincoli ex lege 431/35

I sopracitati vincoli sono “tutti riportati nel T.U. 490/99”

– vincolo idrogeologico;

– vincolo Forestale

 L’ordinanza di demolizione prosegue con le seguenti motivazioni:

– “La Soprintendenza archeologica…. ha dichiarato incompatibili le postazioni delle emittenti in Monte Cavo Vetta con le norme di tutela e valorizzazione di un luogo di così alta valenza storica, archeologica e ambientale”.

– “L’area in oggetto è inclusa nel perimetro del Parco Regionale dei Castelli Romani …. sottoposta alle prescrizioni del Piano di Assetto del Parco, tra cui l’inedificabilità assoluta”.

– “Che la Sezione della Polizia Giudiziaria di Velletri…… nel corso del 2002 ha rilevato che i tralicci e le postazioni su Monte Cavo Vetta sono stati realizzati senza il rilascio della prescritta concessione edilizia e che pertanto le postazioni radiotelevisive insistono su Monte Cavo Vetta abusivamente”.

L’ordinanza di demolizione comunale elenca poi una serie di delibere e decreti comunali precedenti riguardanti l’installazione di impianti radiotelevisivi su tutto il territorio comunale, in particolare su Monte Cavo e su Monte Cavo Vetta. A tal proposito viene evidenziato che “il piano Territoriale di Coordinamento approvato in data 4/4/2001 dal Consiglio Regionale, ha individuato i siti per la localizzazione degli impianti di emittenza in attuazione del piano nazionale delle frequenze per il sistema televisivo regionale ed ha previsto la delocalizzazione delle antenne insistenti nel territorio di Rocca di Papa”.

Nell’ordinanza di demolizione comunale si legge inoltre che:

“La società IDA S.P.A. (Italiana Distribuzione Audiotelevie S.r.l., ndr) è responsabile di tutti gli abusi edilizi (tralicci e box) commessi sulle particelle n, 173 e 174 del foglio 11 di loro proprietà e quindi destinataria ed obbligata in via solidale con le società emittenti alla demolizione di ogni opera abusiva oggetto della presente ingiunzione”.

Segue una tabella nella quale vengono analiticamente riassunti, elencati, misurati e descritti minuziosamente, uno per uno, tutti gli abusi effettuati da ciascuna società emittente in indirizzo; la tabella fa inoltre sistematicamente riferimento ad una planimetria nella quale sono rappresentate tutte le opere abusive.

L’ordinanza di demolizione, nella parte finale, ricorda perentoriamente “Che, peraltro, per la tutela della salute, interesse primario costituzionalmente garantito, è necessario eliminare la situazione di pericolo causato da campi elettromagnetici originati dall’inondazione di segnali radiotelevisivi delle emittenti posizionate sui tralicci ubicati su Monte Cavo Vetta”.

 Infine, l’ordinanza comunale conclude fissando in 90 giorni il termine per le demolizioni.

 RICORSI E SENTENZE

 Reti Televisive Italiane S.p.A. (quale esercente le emittenti Canale 5, Italia 1 e Rete 4) ha impugnato in primo grado l’ordinanza – ingiunzione di sgombero e demolizione, prot. 16407 del 12/08/2003.

 Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio ha respinto il ricorso, ritenendo che il provvedimento impugnato fosse “un atto dovuto e a contenuto vincolato, dal momento che gli impianti erano stati edificati in assenza di concessione edilizia e in una zona del territorio che, in forza dello strumento urbanistico comunale, era sottoposta a vincolo assoluto di inedificabilità”.

Sull’appello proposto da R.T.I. (originaria destinataria dell’ordinanza impugnata), dalla società Elettronica Industriale s.p.a. (titolare dell’autorizzazione ministeriale per operatore di rete radiotelevisiva) e dalla società EI Towers s.p.a. (subentrata nel contratto di locazione e divenuta cessionaria del ramo d’azienda), in data 20 aprile 2017 con sentenza n. 2200 il Consiglio di Stato conferma la pronuncia di primo grado e respinge l’appello. Tra le varie motivazioni ha respinto l’appello contro la bonifica del sito di monte Cavo sostanzialmente eccependo tutti i punti in oggetto al ricorso, compresi quelli relativi alla salute pubblica, che a parere degli interroganti veniva invece salvaguardata in piena coerenza con l’art. 32 della Costituzione.

– Le società EI Towers s.p.a., Elettronica Industriale s.p.a. e Reti Televisive Italiane s.p.a. hanno infine proposto ricorso per la cassazione della sentenza di appello. La società Italiana Distribuzione Audiotelevie s.r.l. ha depositato controricorso adesivo al ricorso, chiedendo la cassazione della sentenza impugnata. (Le altre parti, ritualmente intimate, non hanno svolto attività difensiva).

Il ricorso viene dichiarato inammissibile dalla Corte Suprema di cassazione con Sentenza di Cassazione Civile n. 16982 del 25/06/2019 che condanna sia la parte ricorrente che la Italiana Distribuzione Audiotelevie s.r.l.

 

SULLA DELOCALIZZAZZIONE DEGLI IMPIANTI DI DIFFUSIONE RADIOTELEVISIVA PRESENTI SU MONTE CAVO VETTA

 Il piano Territoriale di Coordinamento approvato in data 4/4/2001 dal Consiglio Regionale, ha individuato i siti per la localizzazione degli impianti di emittenza in attuazione del piano nazionale delle frequenze per il sistema televisivo regionale ed ha previsto la delocalizzazione delle antenne insistenti nel territorio di Rocca di Papa.
Il piano di assegnazione delle frequenze approvato nel luglio 2009 dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non ha inserito la località di monte Cavo tra i siti di trasmissione per l’emittenza radiotelevisiva.
Il 21 dicembre 2009, presso il Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico, si sono riuniti in conferenza di servizi gli organismi sovracomunali, abilitati a disporre la delocalizzazione degli impianti di radiodiffusione presenti sul territorio di Rocca di Papa. In quella sede, i rappresentanti del Ministero proponevano il trasferimento degli impianti di emittenza radiofonica presenti sul territorio comunale di Rocca di Papa in siti alternativi, tra i quali monte Gennaro.
Ma, come si legge nell’interrogazione parlamentare del Senatore Zanda – Atto n. 3-02720 pubblicato il 13 marzo 2012, Seduta n. 690 – “… gli esiti della conferenza dei servizi avrebbero dovuto condurre all’immediata comunicazione ufficiale del cronoprogramma degli effettivi spostamenti degli impianti radiofonici, ma lo stesso non è mai pervenuto al Comune di Rocca di Papa”.
Nel 2017, quattro mesi dopo la sopra citata sentenza del Consiglio di Stato n. 2200 del 20 aprile, la Regione Lazio, il 3 agosto, con delibera 492/2017, stabiliva che:” Considerato che la competenza in merito agli atti di assenso per l’installazione degli impianti è attribuita agli Enti locali…. alla luce del principio di sussidiarietà…… potendosi disciplinare diversamente solo dove risulti che il comune non sia in grado di esercitare adeguatamente tali funzioni…..Considerato che alcuni comuni, in particolare Rocca di Papa e Capranica Prenestina, hanno espresso questa esigenza…. Delibera che i comuni possono procedere alla modifica della localizzazione urbanistica degli impianti esistenti o previsti, nei rispettivi ambiti territoriali, nonché al rilascio dei titoli abilitativi edilizi necessari….”
 L’effetto della delibera 492/2017 della Regione Lazio è quasi immediato. Infatti, il Comune di Rocca di Papa (Sindaca Veronica Cimino) con l’ordinanza n. 79 prot. 22047 del 16-08-2019 ha ordinato la demolizione – in località di altissimo interesse storico, compresa tra il promontorio di Prato Fabio e la sottostante Madonna del Tufo (a circa m. 400 in linea d’aria da Monte Cavo vetta) – dei manufatti necessari alla trasmissione del segnale radiotelevisivo, costituiti da 11 box in ferro su basamento in cemento armato, da 9 tralicci metallici ugualmente su basamento in cemento armato sui quali sono presenti parabole e varie antenne funzionali a oltre venti emittenti. A fondamento degli atti, l’amministrazione ha posto la natura abusiva di essi sul piano edilizio, ambientale ed urbanistico (Tavv. 22, 23).
In data 15/07/2020 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio rigetta il ricorso contro l’annullamento dell’ordinanza comunale, proposto da A.C.R.C. – Associazione Culturale Radiofonica Comunitaria, la quale, tra l’altro, lamenta che: “Sarebbe inoltre imputabile al Comune il mancato reperimento di un sito alternativo dal quale trasmettere, secondo quanto indicato dalla Regione Lazio con delibera n. 492 del 2017…..”. Nella medesima direzione vanno intese anche le affermazioni del Tar del Lazio, che pur rigettando il ricorso, afferma “… il Tribunale auspica che il Comune si attivi per la rapida individuazione di un sito alternativo”.

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