AMBIENTE

E’ARRIVATO IL MOMENTO DI PENSARE A UN CONSORZIO FORESTALE DEI COLLI ALBANI

 

L’osservatorio del Colli Albani è lieto di pubblicare un articolo dell’Alveare – Amici del castagno di Rocca di Papa  una delle associazioni ambientaliste più importanti della regione.

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E’ARRIVATO IL MOMENTO DI PENSARE A UN CONSORZIO FORESTALE DEI COLLI ALBANI

(Carlo Guarinoni)

In oltre un decennio di studio e di riflessione, con numerosi convegni e un capillare lavoro nella Scuola, l’Alveare ha maturato idee ragionevolmente precise sulla situazione e sui possibili sviluppi della castanicoltura a Rocca di Papa e più in generale nei Colli Albani. Ci siamo interrogati in particolare sugli ostacoli che frenano questo settore e gli impediscono di tornare a essere uno dei motori principali della nostra economia.

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La frammentazione

Il motivo di fondo del mancato sviluppo e, purtroppo, del declino dell’attività forestale è la frammentazione. Non tanto e non solo la frammentazione dei fondi boschivi, quanto piuttosto quelle dei proprietari, degli operatori e delle autorità competenti. Nello scenario odierno la gestione delle attività forestali e delle filiere ad esse collegate è diventata delicata e complessa. Non è più neanche pensabile operare da soli. Anche aziende con tradizioni e volumi d’affari importanti si sono dovute rassegnare all’evoluzione del mercato e hanno chiuso i battenti. Il futuro, se vogliamo che anche dalle nostre parti il settore forestale abbia un futuro, è nell’unione delle competenze e delle forze. Occorre cioè andare oltre i confini stabiliti dai limiti di proprietà e dalle competenze amministrative.  Oggi, infatti, tutte le normative regionali, nazionali ed europee prevedono la “gestione associata” dei Patrimoni forestali e promuovono le forme associative pubbliche e private per la conduzione ottimale delle aree boscate.

 

L’organizzazione in Consorzi

L’organizzazione in Consorzi si è ormai diffusa come la forma più remunerativa per la gestione del patrimonio forestale e, considerati i risultati raggiunti e le iniziative promosse, si può affermare che tale strumento ha assunto un’importanza strategica anche per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla stessa Legge Forestale. L’unione in Consorzi di proprietari forestali pubblici e privati permette infatti di raggiungere diversi obiettivi legati alla gestione forestale: la pianificazione di vasti comprensori boschivi, l’omogeneità e la sostenibilità della gestione delle risorse forestali, la tutela del bosco e l’organizzazione di filiere corte per la trasformazione e la commercializzazione del legno e dei prodotti derivati.

 

Il Consorzio Forestale dei Colli Albani

E’ per questo che l’Alveare intende promuovere, anche qui nei Colli Albani, la costituzione di un Consorzio Forestale. Lo scopo principale di questo Consorzio è di favorire la gestione associata del patrimonio agro-forestale dei soci al fine di garantire, insieme alla crescita socio-economica, la salvaguardia ambientale e paesaggistica. I principali strumenti di azione sono la programmazione e la pianificazione, mentre tra le funzioni che saranno previste dallo statuto spiccano quelle relative a cura, tutela e valorizzazione del territorio, dell’acqua e del paesaggio; la promozione di pratiche colturali e tecniche di produzione rispettose dell’ambiente; la promozione, l’incentivazione e l’utilizzo, a fini energetici, delle risorse naturali rinnovabili e di impianti concepiti a questo scopo. Il Consorzio Forestale sarà l’interlocutore naturale per lo sviluppo di strumenti volti alla gestione sostenibile dei boschi e all’individuazione di soluzioni standardizzate in grado di rilanciare i prodotti derivati dalle utilizzazioni forestali. In particolare occorrerà verificare la sostenibilità di una filiera locale finalizzata anche all’uso delle biomasse agricole e forestali.

 

   

 

Le biomasse

A questo fine dovranno essere esaminati vari aspetti del territorio dei Castelli, tra cui la struttura del territorio, le caratteristiche ambientali e socio-economiche con particolare riferimento al consumo di energia e alla distribuzione delle aree metanizzate, le tipologie forestali i sistemi di raccolta del legno, la viabilità e accessibilità forestale, le utilizzazioni forestali pregresse, la stima della disponibilità potenziale di biomasse agro-forestali e le tipologie degli impianti a biomassa. Uno studio preliminare dovrà anche porre le basi per l’individuazione delle aree maggiormente vocate all’utilizzo delle biomasse per la produzione di energia mediante impianti di bassa e media potenza per l’uso domestico individuale e per mini-reti di teleriscaldamento. Altre aree potranno invece risultare vocate alla castanicoltura da frutto, alla coltura dei frutti tipici del sottobosco e a tutte le attività di filiera connesse alla valorizzazione eco-compatibile del bosco.

 

 

Quanto alla funzione “pioniera” del Piano di Gestione del Consorzio, esso potrà fornire informazioni utili, circa i metodi di conduzione sostenibile dei boschi locali, ai proprietari che – a oggi – non rientrano ancora nella gestione associata e che un domani vorranno aderire al Consorzio inserendosi nella pianificazione e programmazione complessiva dei boschi coinvolti.

L’idea di una filiera locale volta all’utilizzo delle biomasse forestali per la produzione di energia risponde a quattro obiettivi principali:

  1. sostituire gli impianti alimentati con fonti energetiche non rinnovabili,
  2. migliorare l’efficienza e la compatibilità ambientale di impianti locali alimentati da legno o con prodotti da questo derivati,
  3. fornire margini di autosufficienza energetica ai territori,
  4. creare interessi economici in grado di sviluppare modelli virtuosi per il governo sostenibile delle foreste.

 

Ruolo delle Amministrazioni locali

Per ottenere risultati concreti è necessario coinvolgere le Amministrazioni locali, gli operatori di settore e le Comunità dell’area durante tutte le fasi progettuali, al fine di attivare uno scambio continuo di informazioni e di ottenere indicazioni direttamente da chi il territorio vive ed amministra. In questo modo L’Alveare, mediante confronti periodici può informare i vari soggetti interessati sulle azioni in fase di studio, sulle possibili soluzioni individuate e sui risultati ottenuti e, nel contempo, sollecitarli a rispondere, mediante proposte o indicazioni concrete, alle problematiche che si incontreranno nel percorso di pianificazione e programmazione. E’ importante che già nella fase interlocutoria con gli Enti pubblici, precedente all’istituzione del Consorzio, sia possibile produrre un quadro conoscitivo aggiornato sulle risorse e le potenzialità dei boschi interni all’area. A seguire, quando l’interesse delle Amministrazioni pubbliche si sarà consolidato, si potrà procedere all’istituzione di tavoli di partecipazione aperti ai proprietari dei boschi e alle comunità locali. Lo strumento che permetterà al Consorzio di chiudere la fase costitutiva e procedere verso l’azione concreta sul territorio è il Piano di Gestione Forestale. Questo strumento – facendo proprie fin dal principio le finalità della gestione associata e sostenibile nella programmazione degli interventi – dovrà tener conto di tutte le peculiarità ambientali ed economiche presenti sul territorio. In tal modo si avrà la garanzia di applicare una ponderata programmazione delle attività interne alle superfici consorziate fornendo, nel frattempo, una base di riferimento per la pianificazione forestale dei territori limitrofi ed esterni ai confini delle stesse proprietà del Consorzio. In questo quadro l’Alveare mette a disposizione la propria esperienza e invita tutti gli interessati a valutare insieme le finalità e la fattibilità del progetto.

L’ALVEARE, Amici del Castagno di Rocca di Papa, Aprile 2019

 

 

 

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