ARCHEOLOGIA

UNA PIOGGIA DI MILIONI SU TUSCOLO. E SI FARA’ IL COLOSSO DI ASTORRE

 

 

 

 

 

 

 

Il disegno di legge Astorre per il Tuscolo è stato approvato in tempi record con modifiche radicali volute da Mattarella: una pioggia di milioni è stata destinata a Tuscolo. E la camera approva il progetto di Calatrava per la costruzione del “Colosso di Astorre” sulla cinta craterica: illuminerà i Castelli Romani a perenne ricordo delle sue gesta immortali. Come ha detto Mattarella chiudendo i lavori: non avevamo scelta, questo era l’unico modo per svegliare i tuscolani.

 

(di Mezio Fufezio)

 

La cronaca
Il disegno di legge del Senatore Bruno Astorre Istituzione del Parco archeologico culturale del Tuscolo è stato presentato in data 25 gennaio 2017 alla VII Commissione permanente del Senato (Istruzione pubblica, beni culturali). Appena informato del suo arrivo, il Presidente Mattarella è intervenuto di persona ed ha voluto presiedere ai lavori della Commissione.
Alla prima riunione il Presidente ha iniziato il suo discorso ricordando con enfasi la figura di Parco Tuscolo “… Un uomo onesto e cordiale ma soprattutto generoso. La sua morte ci ha turbato, ma ci consola sapere che le sue opere hanno contribuito a rendere il mondo più buono. Fu un uomo di Stato che con il suo esempio ha reso grande l’Italia: non tutti sanno che anni fa donò il bracciale d’oro regalatogli da sua nonna a un clochard…
Quando qualcuno gli ha spiegato la situazione mettendogli sotto il naso il ddl Astorre, una volta letto il testo, il Presidente si è alzato in piedi infuriato e ha ordinato che fosse immediatamente riscritto da capo, sbattendo i pugni sul tavolo. Avrebbe urlato frasi irrepetibili contro Astorre, reo di aver trattato la straordinaria città di Tuscolo come una Roma qualsiasi. “Tuscolo è un gioiello, una delle meraviglie della Sicilia!! E “Parco archeologico culturale di Tuscolo” è un nome del c***o” ha gridato inferocito puntando il dito contro Astorre mentre usciva dalla porta sbagliata.

 

Il nuovo ddl convertito in legge
Prevede uno stanziamento di 200 milioni di euro da spendere entro tre anni. Verranno assunti a tempo indeterminato 200 archeologi, 200 restauratori, 200 architetti, 200 operai, 200 giardinieri, 200 custodi e 200 cani da guardia di taglia grande.
Inoltre la città dovrà essere messa in luce integralmente, a partire da quello che oggi non si vede assolutamente, perché non è stato mai scavato e sta ancora sotto terra, cioè: due chilometri di mura con relative porte; tutta l’acropoli con il primitivo villaggio di capanne, il tempio dei Dioscuri protettori di Tuscolo, il castello dei Conti di Tuscolo (che ha dato una valanga di papi) ed il borgo medioevale con le chiese, strade ecc.; mezzo foro e tutta la città entro le mura con relative strade, edifici pubblici e privati costruiti in 2000 anni di storia. Fuori le mura: l’anfiteatro, il santuario di Giove (da restaurare perché pericolante), 2000 anni di strade, migliaia di tombe, santuari vari, coltivazioni, cave ecc. ecc. (Pare che Mattarella, prima di sbattere la porta e andarsene, abbia detto tra i denti: “Ma sta gente che c***o ha fatto in tutti questi anni??).

 

Il Colosso di Astorre
Santiago Calatrava in persona ha disegnato il bozzetto, su suggerimento di Renzo Piano che gli ha anche consigliato di ricoprire le parti pudende che altrimenti sarebbero state viste a chilometri di distanza e in Vaticano la cosa non sarebbe piaciuta. Pare che Calatrava abbia progettato il colosso di getto e senza scoppiare a ridere: sarà alto 200 metri, peserà 200 tonnellate, verrà rivestito interamente d’oro per far morire d’invidia i migranti e strizzare l’occhio a Salvini.

 

 

Una folla oceanica bivacca ai seggi per votare Astorre
Manca un mese alle politiche del 4 marzo e già sono arrivati a migliaia. Vogliono essere i primi a votare Astorre: la riconoscenza prima di tutto, nei confronti di un uomo che sta illuminando materialmente il futuro dei Castelli Romani. Poi si pensa alla pizza e mortadella. Con un po’ di rimpianto verso i prati di Tuscolo (ma nun era mejo quanno ce se annava solo pe’ magnà e beve?).

 

 

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A Villa Falconieri (Frascati) c’erano tutti ad applaudire la presentazione del ddl Astorre. Sindaci, Presidenti delle maggiori istituzioni castellane, illustri professori dell’Università di Tor Vergata, politici locali, giornalisti ed i rappresentanti del mondo della cultura locale. Peccato siano mancati gli antichi abitanti di Tuscolo, che per millenni hanno resa nobilissima quella città: avrebbero avuto la grande gioia di mandare finalmente affanculo tutta quella gente. Perché anche un bambino avrebbe capito che era tutta una farsa per raccattare qualche voto. Infatti, qualche giorno dopo, sul Corriere dei Piccoli, è apparsa l’intervista ai bambini di un asilo nido castellano che hanno commentato quella buffonata, alla quale si sono prestati molti esponenti della cultura locale e del mondo politico specialisti nel fingere di fare qualcosa.
L’Osservatorio aveva pubblicato mesi fa quell’intervista che qui si ripropone.

 

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ANCHE UN BAMBINO LO AVEVA CAPITO SUBITO

(di Mezio Fufezio)

Premessa
Il 20 aprile scorso la sala di Villa Falconieri di Frascati era gremita. Dopo due ore di interventi da parte delle autorità, la gente in sala e i giornalisti non avevano capito niente ed erano anche piuttosto stanchi di applaudire. Qualcuno ha compreso vagamente che si stava parlando di Astorre, altri hanno apprezzato i giovani musici dell’Accademia Vivarium Novum, i rimanenti che si sono stancati di fissare per ore il trompe l’oeil dipinto alle spalle degli oratori hanno inventato una scusa qualsiasi per svignarsela.

“Ho voluto presentare, riprendendo e aggiornando un’analoga proposta fatta nel 2001 dal sen. Lavagnini e altri, un disegno di legge per l’istituzione del Parco Archeologico del Tuscolo. È un’iniziativa che vuole dare supporto agli enti locali, in particolare alla Comunità Montana dei Castelli romani e prenestini, che, negli anni, hanno cercato di valorizzare un sito di grande rilevanza per il patrimonio artistico nazionale” ha declamato il senatore mentre si radeva, preparando il discorso allo specchio la mattina stessa.

Qualcuno ha poi cercato di spiegargli che l’XI Comunità Montana è stata ufficialmente abolita nel dicembre 2016, ma niente. E quando il Commissario prefettizio di Grottaferrata ha candidamente svelato ai presenti (tutto vero!) che il ddl Astorre era tutta un bufala perché i tempi della legislatura erano troppo stretti e che pertanto era materialmente impossibile che il disegno di legge per Tuscolo venisse approvato, molti si sono messi a piangere, anche perché i tramezzini non erano un granché.

Allora ci siamo fatti spiegare il ddl Astorre dai bambini dell’asilo nido Diletta Pagliuca di Grottaferrata. Un bambino, dopo aver letto che – l’area di Tuscolo ricade nei comuni di Frascati, Grottaferrata, Montecompatri e, in misura maggiore, Monte Porzio Catone -, ha fatto notare – mentre la maestra gli cambiava il pannolone – “che Frascati non c’entra niente col Tuscolo e che la storia di Monte Porzio Catone Puzzava di bruciato”. Allora una bambina ha smesso di giocare con il pongo e ci ha spiegato che il ddl in realtà è stato ispirato e scritto dai due Pucci: il Presidente della ex Comunità Montana e nel contempo sindaco Di Rocca Priora, assieme al sindaco di Monte Porzio Catone. E che in questo modo avevano fatto le scarpe ai Grottaferratesi.

 

Un bambino sul vasetto che stava rileggendo il ddl, ha riassunto così tutta la faccenda: – “la parte storica è ridicola e superata, copiata di sana pianta da qualche abecedario di cent’anni fa; la descrizione della periferia della città romana comprende addirittura le ville tuscolane, che non c’entrano niente perché sono di mille anni dopo; e, naturalmente, mentre mancano le ville storiche di Grottaferrata, quelli ci hanno infilato pure Villa Gammarelli di Monte Porzio Catone: una schifezza ottocentesca per la quale chiedono soldi da anni ma che poi non sanno che cavolo farci” – ha fatto notare mentre gli rimettevano le mutandine. Mentre ce ne stavamo andando a sentire il coro della scuola, il bambino più piccolo, appoggiato allo stipite della porta, ci ha offerto dell’erba -“E’ roba buona”- ha confidato rollando una cartina –“ comunque sia, secondo me il ddl Astorre, che prevede all’articolo 5 comma 2  – un concorso finanziario dello Stato pari a 2.000.000 di euro per ciascuno degli anni del triennio 2017 – 2019 – è fatto da uno che cerca solo voti alle prossime elezioni. Anche se i soldi arrivassero per sbaglio, quelli della Comunità Montana abolita non avrebbero la minima idea di come sperperarli”.
Il coro dei bambini dell’asilo ha poi intonato la celebre aria ” Era meglio morire da piccoli che esser presi pel culo da grandi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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