GROTTAFERRATA

Il Corriere dei Piccoli commenta il disegno di legge Astorre sul Tuscolo

ANCHE UN BAMBINO LO AVEVA CAPITO SUBITO

(di Mezio Fufezio)

 

Premessa
Il 20 aprile scorso la sala di Villa Falconieri di Frascati era gremita. Dopo due ore di interventi da parte delle autorità, la gente in sala e i giornalisti non avevano capito niente ed erano anche piuttosto stanchi di applaudire. Qualcuno ha compreso vagamente che si stava parlando di Astorre, altri hanno apprezzato i giovani musici dell’Accademia Vivarium Novum, i rimanenti che si sono stancati di fissare per ore il trompe l’oeil dipinto alle spalle degli oratori hanno inventato una scusa qualsiasi per svignarsela.

“Ho voluto presentare, riprendendo e aggiornando un’analoga proposta fatta nel 2001 dal sen. Lavagnini e altri, un disegno di legge per l’istituzione del Parco Archeologico del Tuscolo. È un’iniziativa che vuole dare supporto agli enti locali, in particolare alla Comunità Montana dei Castelli romani e prenestini, che, negli anni, hanno cercato di valorizzare un sito di grande rilevanza per il patrimonio artistico nazionale” ha declamato il senatore mentre si radeva, preparando il discorso allo specchio la mattina stessa.

Qualcuno ha poi cercato di spiegargli che l’XI Comunità Montana è stata ufficialmente abolita nel dicembre 2016, ma niente. E quando il Commissario prefettizio di Grottaferrata ha candidamente svelato ai presenti (tutto vero!) che il ddl Astorre era tutta un bufala perché i tempi della legislatura erano troppo stretti e che pertanto era materialmente impossibile che il disegno di legge per Tuscolo venisse approvato, molti si sono messi a piangere, anche perché i tramezzini non erano un granché.

 

Allora ci siamo fatti spiegare il ddl Astorre dai bambini dell’asilo nido Diletta Pagliuca di Grottaferrata. Un bambino, dopo aver letto che – l’area di Tuscolo ricade nei comuni di Frascati, Grottaferrata, Montecompatri e, in misura maggiore, Monte Porzio Catone -, ha fatto notare – mentre la maestra gli cambiava il pannolone – “che Frascati non c’entra niente col Tuscolo e che la storia di Monte Porzio Catone Puzzava di bruciato”. Allora una bambina ha smesso di giocare con il pongo e ci ha spiegato che il ddl in realtà è stato ispirato e scritto dai due Pucci: il Presidente della ex Comunità Montana e nel contempo sindaco Di Rocca Priora, assieme al sindaco di Monte Porzio Catone. E che in questo modo avevano fatto le scarpe ai Grottaferratesi.

 

 

Un bambino sul vasetto che stava rileggendo il ddl, ha riassunto così tutta la faccenda: – “la parte storica è ridicola e superata, copiata di sana pianta da qualche abecedario di cent’anni fa; la descrizione della periferia della città romana comprende addirittura le ville tuscolane, che non c’entrano niente perché sono di mille anni dopo; e, naturalmente, mentre mancano le ville storiche di Grottaferrata, quelli ci hanno infilato pure Villa Gammarelli di Monte Porzio Catone: una schifezza ottocentesca per la quale chiedono soldi da anni ma che poi non sanno che cavolo farci” – ha fatto notare mentre gli rimettevano le mutandine. Mentre ce ne stavamo andando a sentire il coro della scuola, il bambino più piccolo, appoggiato allo stipite della porta, ci ha offerto dell’erba -“E’ roba buona”- ha confidato rollando una cartina –“ comunque sia, secondo me il ddl Astorre, che prevede all’articolo 5 comma 2  – un concorso finanziario dello Stato pari a 2.000.000 di euro per ciascuno degli anni del triennio 2017 – 2019 – è fatto da uno che cerca solo voti alle prossime regionali. Anche se i soldi arrivassero per sbaglio, quelli della Comunità Montana abolita non avrebbero la minima idea di come sperperarli”.

Il coro dei bambini dell’asilo ha poi intonato la celebre aria ” Era meglio morire da piccoli che esser presi pel culo da grandi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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